C’era una volta il marketing: perchè il web marketing è più democratico e più rispettoso del suo potenziale consumatore

seo specialist umbria

All’ indirizzo https://www.umbriaway.it/wp/intervista-seo-specialist-umbria/ Gigi Marzullo è andato oltre i suoi limiti. Non si barrica dietro il mantra “si faccia una domanda e sia dia una risposta” ma addirittura propone una intera intervista davanti allo specchio, altro che singola questione!  Nel link segnalato sono espresse chiaramente idee che chiariscono il titolo di questo post, infatti la domanda posta da seo specialist Umbria è:

perchè il web marketing è più democratico del marketing tradizionale e più rispettoso del suo potenziale consumatore?

 

Salta subito all’ occhio una differenza sostanziale. C’è cliente e cliente. Nel Marketing tradizionale il futuro acquirente è un numero perso in una collettività sconfinata che viene condizionato dai media a larga diffusione, quasi vittima del meccanismo PUSH proposto dal Milton Model che spara proiettili senza un criterio (la strategia indifferenziata del dò-coglio-coglio), mentre di questa aggressività non c’è traccia nel potenziale acquirente interessato al nostro prodotto servizio web, che si trasforma da PASSIVO ad ATTIVO attraverso modalità PULL, abbattendo la coercizione voluta dal modus operandi PUSH. Nel web marketing si cerca di attirare silenziosamente l’utente verso il famoso FUNNEL della conversione quasi senza distrurbarlo. E’ lui che decide dove, come e quando. Nel primo caso è ovvio che se compro un giornale e c’è l’ennesima pubblicità di POLTRONE GATTI e SOFA’ ripetutta in maniera ossessiva quasi con modalità SPAM da denuncia, io posso solo sottrarmi se non desidero farmi disturbare girando la pagina. In ogni caso chi paga a peso d’oro quelle otto colonne di GATTO e SOFA’ non saprà mai perché l’utente che ha visionato i suoi editti non è mai corso subito in negozio per lasciarsi l’ultima tredicesima. Quindi ecco che saltano fuori da questo esempio altre differenze: nella pubblicità tradizionale di stampo calssico i costi sono maggiori mentre va da sè che Internet è gratis e appartiene a chi deve soddisfare dei bisogni, appagare delle pulsioni di acquisto e trovare risposte a interrogativi pressanti. Il giornale lo compri la domenica mattina e lo sfogli per un’ora. Ma Internet ha sulla vetrata attaccato il cartello “aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette” e non arriva solo fino a Ladispoli dove fanno l’edizione GLocal del quotidiano “Gatto Magazine”. Quindi possiamo anche semplificari la vita:

Il Marketing é PUSH, il Web Marketing é PULL!

Il M è costoso ma la pubblicità in rete ha costi inferiori (pensiamo solo che nella pubblicità Pay per Click paghiamo solo quando qualcuno clicca sull’ inserzione e si verifica una IMPRESSION)

La nuvoletta di Internet non è come un quotidiano o un programma televisivo, è persistente e non ha durata limitata

A questo punto occorre sottolineare però che solo la SEO non basta per convertire e sarebbe un errore limitare un costo senza ottimizzarlo. Per rendere l’investimento SEO efficace occorre una strategia globale dove anche il marketing vecchio stile può dire la sua, senza contare le modalità SEM che si dividono in servizi a pagamento (AdWords, Pay per Click) o gratuiti (piani editoriali e strategie di web content marketing). L’utente cerca le sue soluzioni al problema digitando una query e diventa elemento ATTIVO che ha alla base una miriade di prodotti/servizi che possono appagare i suoi bisogni commerciali. Eppure attraverso un percorso passo-passo sceglie lui il BRAND che più lo intriga e lo attira (PULL) fino a operare una selezione sempre più ristretta che si conclude nel FUNNEL con la chiamata all’ azione, quel benedetto click con la carta di credito per esempio! In questo processo non vi è traccia della promozione unidirezionale offerta dal marketing tradizionale che non va incontro alle esigenze individuali, ma ipotizza solo delle situazioni statistiche sul condizionamento all’ acquisto (mentre nel web marketing la selezione del target diventa invece possibile e raffinabile per età, interessi, luoghi etc). L’utente nel web marketing viene messo su un vetrino del microscopio, ma a sua insaputa, non ci costringe a girare il telecomando quando Pulp Finction entrà in pubblicità sull’ emittente locale. Quindi ecco un altro vantaggio da rimarcare:

nel web marketing l’utente si può conoscere e scandagliare, al fine di scoprire i suoi interessi e personalizzare una proposta d’acquisto convincente basata sui suoi desideri

Pensiamo solo a quanti strumenti ci mette a disposizione la rete per INTERAGIRE al contrario della pubblicità tradizionale con i nostri potenziali clienti, chat, forum, servizi di supporto social e come questo può aiutarci a fare le nostre analisi sulla concorrenza con i suoi punti di forza e di debolezza per individuare il nostro “oceano blu” ideale, quella nicchia dove incontriamo un gruppo di persone che condividono stessi interessi e cercano soluzioni a problemi simili. Il marketing tradizionale non ha a sostegno del suo bacino di utenza dati precisi e capillari, al massimo fa dei bilanci annuali sui rientri e sul fatturato.  Oggi tutto è dinamico e cambia velocemente. Anche la SEO deve adeguarsi a questi ritmi e le strategie che mettiamo in campo oggi domani vanno già riattualizzate. A scacchi si dice sempre che un cattivo piano è meglio di niente, sacrosanta verità. Anche nella branca del web marketing definita come SEO dobbiamo avere degli obiettivi chiari e delle idee ben delineate per andare a raggiungere i nostri scopi. Ci servono azioni, strumenti, strategie incisive e flessibili che oggi producono risultati, ma che domani inevitabilmente andranno tutte rimodulate. La SEO deve essere abbinata a un tiro incrociato che in sinergia preveda l’uso di molti strumenti a nostra disposizione, dalla newsletter alle mail promozionali, ai servizi a pagamento offerti da Google e alla SEO ON PAGE (cura dei fattori interni) in congiunzione con la SEA, acronimo di Search Engine Advertising e SEM , search engine marketing (quindi fattore esterno o anche SEO OFF PAGE). In tutto questo il processo di monitoraggio delle nostre azioni e delle nostre campagne virali e tentativi di affiliazione è centrale perché solo monitorando possiamo apportare delle correzioni se qualcosa non funziona e ristabilire un circolo vizioso raddrizzandolo in circolo virtuoso. La SEM è molto impegnativa perchè non si limita solo a piani editoriali , a backlink, ad article marketing su directory ma prevede una interazione anche diretta con il nostro potenziale bacino di utenza una volta individuato. Non a caso oggi c’è una esplosizone nella ricerca del lavoro di figure professionali che siano in grado di gestire tutti questi nuovi aspetti della comunicazione digitale. Per concludere la rete è decisamente democratica e potremmo sventolare in alto il nostro slogan: qui non siamo push ma pull!

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